OGGETTO 2532
Proposta recante: “Indirizzi per la programmazione sociale e dei servizi educativi per la prima infanzia per l'anno 2012, ai sensi della L.R. 2/03 e L.R. 1/00 ed in attuazione del piano sociale e sanitario regionale” (delibera di Giunta n. 355 del 26 03 12) (74) (Discussione e approvazione)
NOÈ: Grazie, presidente. Assessore Marzocchi, su questo provvedimento mi esprimerò con un voto di astensione, nel senso che per certi aspetti comunque apprezzo lo sforzo che lei ha fatto per redigere questo piano, però ci sono alcune riserve che adesso mi limito a esprimerle in modo sintetico, ma che secondo me saranno molto indicative e utili su come procedere in futuro. Quello che mi aspetto dalla prossima direttiva di maggio-giugno, che mi aspetto in via generale da questa Regione, e che vorrei per certi aspetti ricalcasse le buone pratiche che questo Governo tecnico dal punto di vista metodologico sta usando, è innanzitutto di mantenere distinta la funzione sociale dalla funzione educativa. Credo che qui ci siano due temi ben distinti, che vadano affrontati con due atti ben distinti, con due discussioni ben distinte, e mi dispiace – glielo dico anche dal punto di vista della redazione dell'atto – che, nel momento in cui andiamo a individuare gli obiettivi e i criteri generali di ripartizione delle risorse di questo fondo regionale, il programma per i servizi socio-educativi per i bambini da zero a tre anni venga messo al quinto posto. Questo non è un quinto posto: questo è un primo posto da trattare a sé, che non va mescolato con altri temi. Ho apprezzato lo sforzo che giustamente questa Regione, per i buoni livelli standard che da sempre cerca di garantire, si sforza di dare anche per il futuro, però, assessore, siccome qui è iniziata una nuova epoca sotto tanti punti di vista, per le risorse che abbiamo a disposizione, per le esigenze dell'utenza… Mi sta seguendo?
MARZOCCHI: Attentamente.
NOÈ: Scusi, non ho gli occhiali. Anche per le esigenze dell’utenza, che è sempre più esigente nel provare a spendere meno, di avere anche un servizio più flessibile in termini di orario, a me ha fatto molto piacere in Commissione sentire l'intervento del collega della maggioranza Ferrari, che ha auspicato che finalmente si iniziasse a far tesoro anche di alcune esperienze che in altre regioni stanno dando una risposta. Mi riferisco anche al discorso delle Tagesmutter. Non dobbiamo avere delle reticenze, se il servizio viene impostato in modo adeguato e soprattutto fruibile, perché, se pretendiamo che le Tagesmutter siano degli scienziati, allora lasciamo perdere ed evitiamo di prenderci in giro. Questa esperienza può però rendere più flessibili e garantire un'offerta maggiore a risposte che non sempre riescono a rientrare nei nostri servizi ottimi, ma comunque standardizzati per tante note motivazioni. Mi aspetto almeno da lei come donna, come madre che si faccia portavoce di un'esigenza fortissima, che prima di tutto per redigere la direttiva parta da un passaggio di spending review: bisogna rivedere delle spese. Al di là di quanto anticipato dal consigliere Favia, in un momento in cui siamo in grandi ristrettezze e dobbiamo intervenire prima di tutto sulle priorità, spending review è avere anche il coraggio di capire che cosa oggi è prioritario rispetto a tanti altri temi. Questo atto che lei oggi ci sottopone e ci chiede anche di valutare è però un atto che nell'insieme, forse proprio perché è tutto accorpato, sociale ed educativo, rischia di diventare troppo eterogeneo, senza valorizzare al meglio la linea che la Regione vuole assumere in alcuni ambiti specifici. Apprezzo quindi lo sforzo, ma critico l'approccio metodologico, che mi auguro a breve nella direttiva possa avere uno stile completamente diverso, e quindi su questo tema, che è diventato molto delicato, tanto che alcune famiglie stanno valutando se sia più conveniente andare a lavorare o mandare i propri figli al servizio di prima infanzia, le chiedo cortesemente di trattare la materia in modo separato. Vedrà che, con il contributo di tutti e con la disponibilità a valutare esperienze fatte al di fuori di questa ragione, sono certa che con l'ingegno aguzzeremo una memoria che ci consentirà di mantenere alto il livello del servizio anche in questa Regione. Grazie.
2670 – Interrogazione dei consiglieri Noè e Lombardi, di attualità a risposta immediata in Aula, circa le determinazioni della Regione Emilia-Romagna sulle politiche aeroportuali.
2677 – Interrogazione del consigliere Favia, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la politica regionale sul sistema integrato aeroportuale regionale, con particolare riferimento agli aeroporti di Rimini e di Forlì.
NOÈ: Grazie, presidente. Sulla questione aeroportuale avrei piacere di comprendere meglio dall’assessore quali siano effettivamente le risultanze dello studio del quale noi consiglieri, per altro, abbiamo appreso dalla stampa per bocca del presidente Filetti e quali siano le risposte che questa Regione intende dare – ammesso che abbia ancora da darne – sulla politica aeroportuale. NOÈ: Non voglio assolutamente sottovalutare la sua intelligenza, assessore Peri, ma parto dall’assunto che la matematica non è un’opinione. I numeri si prestano poco a valutazioni e declinazioni di carattere politico. Però, cà nisciun è fesso. Il problema è un altro. Obiettivamente posso anche essere d’accordo con il consigliere Favia quando dice che la Regione ha sperperato del denaro. Il problema è che da otto mesi, da un anno a questa parte il nostro stile sul tema aeroportuale ha comportato un inutile dispersione di risorse anche per altri soggetti. Penso a quanto hanno dovuto pagare i livelli istituzionali di Forlì per questa cronaca di una morte annunciata, almeno a livello numerico. La provincia, la realtà forlivese e i suoi livelli istituzionali si sono illusi che forse il sogno poteva diventare realtà mettendoci altri soldi. Questa storia, assessore, mi ha insegnato una cosa. Io non ho concorso a questo stile di comportamento, ma voi purtroppo dovete smettere per alcuni temi di contare e fondare le vostre scelte su logiche concertative politiche. Mi deve scusare, ma io non capisco cosa sia cambiato e cosa sia successo. Chi le ha detto, assessore, che questa operazione si poteva fare? Cosa è successo alcuni mesi fa? Quali sono i soggetti attorno al tavolo che hanno effettivamente risvegliato l’ipotesi di questo “matrimonio” a tre, quando già il matrimonio a due non aveva funzionato, quando l’aeroporto di Bologna si era già dissociato dall’aeroporto di Forlì perché aveva riscontrato l’insostenibilità economica del progetto? Cosa è successo in questi ultimi otto mesi per farvi pensare che la cosa poteva effettivamente realizzarsi? C’è qualcosa che è stato anteposto a una valutazione esclusivamente di sostenibilità economica e di realizzazione in tempi rapidi. Ha prevalso una logica di carattere politico fra alcuni soggetti? Mi spieghi. È questo che io non capisco. Determinati accordi forse hanno lasciato intravedere la fattibilità di un progetto quando i numeri da tempo dicevano che non era possibile. Forse queste logiche non sono state mantenute. Forse i patti non sono stati mantenuti. Io mi rifiuto di pensare che questa risposta negativa sia esclusivamente riconducibile ai numeri perché i numeri si conoscevano già da tempo. Siccome i numeri erano già noti, perché abbiamo dovuto attendere otto mesi per un piano industriale, otto mesi nei quali la povera Forlì illusa – e vorrei sapere illusa da chi – ha intanto foraggiato con soldi e soldi la società? Oggi tutti dicono che il fallimento è della Regione e della sua politica aeroportuale. Mi dispiace che lei, assessore, si trovi forse nella situazione di non poter dire esattamente a chi sia riconducibile questa strana cronaca di una morte annunciata. Il malato era già in coma a suo tempo. La Regione ha grandi responsabilità perché in questo stile ci si è ritrovata e si è resa nuovamente disponibile a seguirlo partendo dalla coda, provando cioè a garantire il percorso blindandolo con un progetto regionale senza averne in mano la sostenibilità economica. Finora abbiamo parlato di aeroporti, ma tra poco dovremo parlare di fiera e di sanità. Per quello che mi compete e per quanto io conto, pretendo che questa Regione, ad esempio per il piano fieristico, parta prima di tutto dalla sostenibilità economica e dalla tempestività decisionale, aspetti fondamentali per questi temi nel terzo millennio. O creiamo queste condizioni o io di certe logiche politiche, mirate a tenere in piedi tutte quelle infrastrutture che a suo tempo hanno ispirato la famosa politica policentrista, non ne voglio più sapere. Stiamo buttando soldi ed è ora di cambiare stile. Chiedo alla Regione, che di fronte a questa storia ne ha il dovere morale, di farsi carico almeno dei dipendenti di quell’aeroporto, che di sicuro sono gli unici innocenti in questa partita in cui tutta una serie di logiche ha finito solo per fare un gran “casino”…
PERI: Chi ha dato l’incarico, l’assessore della Regione?
NOÈ: …ma lei è l’assessore della Regione. Prende atto di queste dichiarazioni e non si fa nemmeno carico di avere la documentazione sotto gli occhi, quanto meno per capire se quello che ci dicono è vero? Le chiedo la cortesia di fare richiesta di quel documento e di sottopormelo.
OGGETTO 2466
Relazione per la sessione comunitaria dell'Assemblea legislativa per l'anno 2012, ai sensi dell'art. 5 della L.R. n. 16/2008.
OGGETTO 2615
Risoluzione proposta dal Presidente Lombardi, su mandato della I Commissione, recante: “Sessione comunitaria 2012. Indirizzi relativi alla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla fase ascendente e discendente del diritto dell’Unione Europea” (documento in data 17 04 12). (Discussione e approvazione)
NOÈ: Grazie, presidente. Credo di poter dire che, in questi anni in cui ho frequentato la I Commissione sia nel mandato precedente che in questo, l'esperienza vissuta durante questa Commissione mi ha permesso di maturare una maggiore consapevolezza di quello che sta facendo l'Europa. Credo però che sarebbe più opportuno ed efficace che questa consapevolezza che ho avuto modo di approfondire nel mio operato fosse maggiormente condivisa con altri livelli istituzionali, che sarebbe opportuno, al di là dei nostri percorsi di audizione, realizzare un coinvolgimento di altri livelli istituzionali. Penso ad esempio agli stessi Comuni, alla mia città laddove si parla anche di città metropolitana. Sono molto grata per l'operato e soprattutto lo stile con cui questa Regione ha interpretato questo ruolo interattivo con l'Europa, sono grata quindi a chi l'ha rappresentata nel precedente mandato e soprattutto oggi al Presidente Lombardi e al Vicepresidente Vecchi, perché con il passare degli anni mi rendo conto di quanto sia invece importante una interazione fra noi. In questo intervento mi piacerebbe sottolineare, vicepresidente, un'anomalia che purtroppo ci accompagna nella nostra operatività: la legge n.11 del 2005 di Buttiglione non ci consente di essere coinvolti come prevedeva. Credo che la riforma su cui oggi si sta lavorando (anche se da parecchio tempo ci si sta lavorando) dovrebbe cercare prioritariamente di rafforzare questo rapporto di maggior collegamento nella fase ascendente anche con le Regioni. Se potessi sintetizzare in una frase l’evento di oggi, le lancerei un appello, chiedendole di rendersi portavoce di questa volontà come Regione laboriosa e forse anche come Regione all'avanguardia di fare il proprio dovere, di essere partecipe in questo senso. Se posso dare un consiglio alla nostra Regione, al di là del coinvolgimento dei vari livelli comunali, in questa Regione in cui in tante Province sono presenti delle università sarebbe opportuno coinvolgere tutti i dottorandi, che, anche grazie a borse di studio finanziate dalla Regione, possono vedere praticamente quello che teoricamente stanno studiando, dando contestualmente l'opportunità ai nostri funzionari, attraverso il loro studio, di approfondire una serie di temi, sui quali abbiamo bisogno di avere maggiore supporto. Credo che ci sia bisogno di una sussidiarietà non solo verticale, ma anche orizzontale. Faccio quindi un appello di questo genere. Ho verificato in prima persona, nel mio piccolo, quando sull'applicazione della direttiva Bolkenstein in materia di demanio marittimo, che, come lei sa, prevede la sospensione di quel metodo che rinnova ancora le concessioni demaniali agli attuali concessionari, come consiglieri regionali abbiamo potuto constatare che finché c'era un'interlocuzione fra Stato e Regione abbiamo avuto modo con il nostro Presidente di poter interloquire, quando effettivamente c'era ancora un dialogo su questa materia, mentre nel momento in cui il Governo ha voluto avocare a sé la materia ci siamo ritrovati completamente fuori da questa discussione, con il rischio a breve dell’emissione di un decreto legislativo che sarà frutto semplicemente dell'ascolto da parte di un ministro delle varie categorie interessate, prescindendo invece da tutta una serie di tutele, che anche la nostra Regione aveva attuato precedentemente, tutele non solo di interessi più o meno legittimi, ma anche di interessi pubblici e di diritti degli stessi concessionari, degli stessi piccoli imprenditori che hanno creato un sistema riconosciuto a livello mondiale. Ci dispiacerebbe, se effettivamente venisse tolta un’interlocuzione in sede di riforma, perché non vorremmo mai ritrovarci a dover trattare delle materie sulle quali noi non siamo stati adeguatamente coinvolti. Concludendo, il mio messaggio, presidente, è di rendersi assolutamente portavoce di questo appello, di questo auspicio: noi vogliamo collaborare con voi, perché vogliamo rendere partecipi gli altri livelli istituzionali che sono con noi e soprattutto tutti i giovani universitari, che potrebbero contribuire a un maggior sapere su questa materia. Grazie.
OGGETTO 2587
Risoluzione proposta dai consiglieri Lombardi, Defranceschi, Bernardini, Noè, Barbati per esprimere il parere favorevole dell'Assemblea legislativa all'aggregazione dei Comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio alla Regione Emilia-Romagna. (documento in data 11 04 12). (Discussione e approvazione)
NOÈ: Grazie, presidente. Posso arrivare a comprendere le motivazioni che hanno spinto il collega Manfredini ad esprimersi in una certa maniera, perché anch'io avevo presentato una domanda nello stesso periodo e avevo ricevuto un certo tipo di risposta, però oggi, a distanza di un anno, abbiamo avuto modo di chiarire che rispetto a quando la Lanzillotta purtroppo non poteva contare sulla presentazione di un disegno di legge oggi la situazione è stata superata. Ci sono infatti dei disegni di legge Manfredini presentati sia alla Camera che al Senato, ma soprattutto possiamo contare su una pronuncia della Corte Costituzionale, che ribadisce nelle due parti prima di tutto che si manifesti chiaramente la volontà popolare dei Comuni coinvolti attraverso l'esito referendario e soprattutto che si evidenzi, come ci auguriamo avvenga oggi in quest'Aula all'unanimità, l'espressione favorevole anche di questa Assemblea legislativa. Credo che, se oggi avremo questo consenso unanime, la democrazia avrà avuto modo di dare giustizia a una disparità di trattamento che probabilmente rischiava di manifestarsi qualora ciò non fosse accaduto, perché qui ci sono due Comuni che hanno compiuto la stessa procedura di altri Comuni poco tempo fa e quindi non si capisce per quale ragione non possano vedersi riconosciuta l’annessione alla Regione Emilia-Romagna.
OGGETTO 2048
Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: «Riforma della legge regionale 18 maggio 1999, n. 9 recante disciplina della procedura di valutazione dell'impatto ambientale» (Testo Base) (36) (Relazione e discussione) (Ordine del giorno oggetto 2048/1 - Presentazione e discussione) (60)
OGGETTO 2307
Progetto di legge d'iniziativa del consigliere Favia: «Riforma della legge regionale 18 maggio 1999, n. 9 "Disciplina della procedura di valutazione dell'impatto ambientale"» (Abbinato)
NOÈ: Grazie, presidente. Il progetto di legge di revisione attuale della legge 99, in materia di VIA, che la nostra Aula si sta accingendo ad approvare, rappresenta sicuramente un provvedimento che da tanto tempo le nostre amministrazioni competenti stanno attendendo, così come pure gli stessi operatori interessati. Ricordo perfettamente che si tratta di un disegno di legge che ci eravamo già riproposti nello scorso mandato di portare a termine per effetto di tutta una serie di novità che erano state apportate dal legislatore nazionale, attraverso la riscrittura della parte seconda del Codice ambientale, che rendevano il quadro di riferimento legislativo regionale datato e sicuramente bisognoso di un adeguamento. Il testo che oggi è all'esame dell'Assemblea legislativa è sicuramente frutto di un lungo e di un approfonditissimo lavoro di messa a punto da parte di tutti quegli istituti che sono intervenuti e che intervengono normalmente nella disciplina della VIA. Allora, da più di un anno gli uffici dell'assessorato competente sono al lavoro per mettere a punto un testo che in realtà dovrebbe disciplinare la materia almeno per i prossimi dieci anni. Infatti la legge 9, che oggi andiamo a modificare, ha già manifestato tutte le sue debolezze circa la non adeguatezza del quadro legislativo regionale rispetto al panorama normativo nazionale e comunitario, per cui è assolutamente necessario e urgente approvare il testo così come ci viene proposto dalla commissione. I lavori in sede di commissione sono stati sicuramente costruttivi e credo che anche diversi emendamenti che sono stati apportati, da un lato possano probabilmente contribuire ancora a migliorare il testo che già partiva da una buona base. Sarà interessante capire, rispetto anche ad alcuni emendamenti che presenterà il collega Favia, circa l'opportunità di rendere maggiormente accessibili determinate decisioni. A cosa serve la VIA? La VIA è sicuramente funzionale ad approvare e a realizzare qualunque tipo di progetto in relazione a quelle che sono le sue ricadute ambientali ed è in sostanza la madre di tutte le singole autorizzazioni settoriali relative ad alcune tipologie di opere, nel senso che, purtroppo, senza la VIA queste opere non si possono realizzare. Quello che posso dire è che fino ad oggi quello che noi abbiamo verificato e che abbiamo sostanzialmente registrato...
(brusio in aula)
PRESIDENTE (Aimi): Scusate, colleghi, per cortesia, lasciate continuare la consigliera Noè.
NOÈ: ...fino ad oggi abbiamo sostanzialmente registrato diverse procedure di infrazione verso il nostro Paese in seguito al fatto che non c'è stato un corretto recepimento della direttiva e voglio ricordare che questo ha creato notevoli problemi alle varie pubbliche amministrazioni, ma, soprattutto, lasciatemi dire, alle imprese interessate. Speriamo, quindi, che con il progetto di legge di oggi riusciamo, una volta per tutte, a definire il nostro ordinamento regionale coordinandolo con quello che è il quadro europeo vigente. Nel recente passato abbiamo registrato un uso e, non ho nessuna difficoltà a dire, un uso talvolta distorto della procedura della VIA rispetto ad alcune tipologie di opere, soprattutto gli interventi in campo energetico, specie sulle fonti rinnovabili. Sarebbe veramente interessante che in quest'Aula, sul fronte del campo energetico, dell'energia rinnovabile, riuscissimo finalmente con questa estrema sinistra, anche con Rifondazione e con i colleghi, una volta per tutte, a trovare pace su determinate procedure che, una volta definite, possano diventare l'interpretazione autentica di come ci si deve attenere su determinati percorsi. Infatti anche oggi mi risulta che sul campo energetico dovremo nuovamente ritornare su determinate questioni. Sempre questi tira e molla, questi ricatti, queste pressioni che anche in termini procedurali stiamo continuando a subire! Mi auguro che veramente la VIA diventi lo strumento che non permetta più determinate pressioni imbarazzanti, ideologiche, rispetto a determinate procedure che in senso oggettivo devono rappresentare l'interpretazione autentica di quello che si deve fare su determinate autorizzazioni progettuali, augurandomi che poi anche qui non ci si debba sempre ritornare sopra. Anche in questi ultimi tempi vediamo come la procedura di VIA sia stata utilizzata come elemento di ostruzionismo, come elemento di ostacolo alla realizzazione di progetti invece di utilizzarla come un'occasione di chiarimento circa le effettive potenzialità e ricadute di un determinato progetto per un territorio o una comunità. Ancora oggi ci sono tanti sindaci che in questo momento stanno subendo delle pressioni, anche dei ricatti, rispetto a determinate autorizzazioni che oggettivamente potrebbero essere date per dare corso e conclusione a determinate procedure, ma ci sono pressioni di carattere soggettivo: non più oggettive, ma soggettive. Quindi, di fronte al fatto che la VIA sia utilizzata in modo strumentale attraverso tutte le lungaggini, che noi sappiamo, delle Conferenze dei servizi, delle diverse e numerose richieste di integrazione, di variazione, per poi alla fine produrre solamente dei ritardi circa la conclusione del procedimento che sicuramente non ha eguali in Europa al punto da costringere molte volte il proponente di un progetto anche a rinunciare al progetto stesso, ecco, io mi auguro che con questo progetto di legge si possa finalmente avviare uno strumento che consenta la crescita e lo sviluppo nel rispetto di quelli che sono gli interessi da tutelare. Quindi mi auguro che questo strumento, prima di tutto, consenta trasparenza delle procedure, chiarezza degli adempimenti e, soprattutto, certezza dei termini di conclusione dei procedimenti in funzione del fatto che tutti i principi che si fisseranno dovranno essere rispettati, anche perché, ormai lo sto vedendo con molti colleghi, per effetto di questo atteggiamento che si sta caratterizzando sul territorio in merito a questa materia, sui tempi procedurali per l'ottenimento della VIA e sul boicottaggio a cui facevo riferimento prima, oggi noi misureremo l'attrattività del nostro territorio; oggi noi, con questo strumento, verificheremo se effettivamente creeremo delle condizioni oggettive per rendere chiaramente attrattivo il nostro territorio a certe attività, a certi investimenti. Sicuramente il progetto di legge che oggi è in esame contiene degli elementi innovativi, che vanno probabilmente nella direzione che auspicavo prima: certezza dei tempi, trasparenza e chiarezza degli adempimenti richiesti - ripeto: chiarezza degli adempimenti richiesti - e soprattutto quello che auspico, una volta che sarà realizzato e approvato questo testo di legge, è che questo testo di legge possa essere monitorato attentamente nella sua corretta applicazione da parte delle amministrazioni soprattutto per supportare le imprese che oggi sopportano, e soprattutto per affiancare la pubblica amministrazione con tutti quegli atti di indirizzo e di coordinamento regionale che inevitabilmente dovranno essere presi nei passaggi laddove il provvedimento richiederà degli aspetti di ulteriore dettaglio. Sarà quindi necessario intervenire prontamente qualora si ravviserà che c'è qualche cosa che non va per correggere gli eventuali errori e soprattutto quello che mi auguro è di limitare tutti gli aspetti discrezionali per garantire alla fine la massima certezza di quelli che sono i tempi di conclusione. Auspico un progetto di legge che riduca al minimo la discrezionalità di coloro che devono prendere determinate decisioni; una certezza operativa che non sia suscettibile di subire pressioni di alcun tipo, ma che sia in grado di garantire la verità, la validità e l'adeguatezza di un progetto. Se saremo in grado di fare tutto ciò, allora potremo dire sicuramente di avere svolto per la Regione un lavoro utile, soprattutto per la ripresa, per la crescita e anche per le prospettive future d'investimento che si possono far nascere in questo territorio. Grazie.
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