Premesso che
Il D.lgs. n.110/2004, ha esteso l’iscrizione in lista di mobilità ai lavoratori licenziati con la procedura collettiva da datori di lavoro non imprenditori, senza però riconoscere le indennità di mobilità e le agevolazioni contributive alle aziende che li assumono.
Considerato che
La Regione Emilia-Romagna provvede ad iscrivere questi lavoratori nelle liste di mobilità, ma la sola iscrizione è del tutto insufficiente, in quanto il non riconoscimento delle agevolazioni contributive rende difficile la ricollocazione degli stessi presso altre aziende.
Considerato inoltre che
anche l’interpretazione della Corte di Giustizia della Comunità Europea nella causa C-32-02, relativamente al concetto di imprenditore, sollecita un’interpretazione più estensiva dell’articolo 2082 del Codice Civile, riferendosi alla concreta attività economica svolta dal datore di lavoro.
Ritenuto
Importante, garantire un equo trattamento tra tutti i lavoratori licenziati la necessità di agevolare la ricollocazione nel mercato del lavoro dei lavoratori licenziati, alla luce della crisi economica che ha colpito anche la nostra regione.
Impegna la Giunta
Ad adottare tutte le iniziative necessarie per modificare la norma nazionale, e dare quindi le stesse opportunità di reimpiego a tutti i lavoratori che perdono il posto di lavoro al fine di superare la grave disparità di trattamento tra i diversi lavoratori che si basa esclusivamente sulla natura imprenditoriale o meno del datore di lavoro che li ha licenziati.
Firma
Silvia Noè
Premesso che • in data 20-21-22 Dicembre 2011 si sono tenute le sedute dell’Assemblea Legislativa Regionale, nel corso delle quali è stata approvata la Legge finanziaria regionale adottata a norma dell'art. 40 della L.R. 15/11/2001, n. 40 in coincidenza con l'approvazione del bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2012 e del bilancio pluriennale 2012-2014, all’interno della quale è stato inserito l’Art. 36, contenente modifiche alla legge regionale n. 24 del 1996 (Norme in materia di riordino territoriale di sostegno alle Unioni e alle Fusioni dei Comuni);
• tali modifiche intervenivano sul comma 9 dell'articolo 12 di detta legge, sostituendolo con l’art. 9 e 9bis che recitano: 9) Per quanto non diversamente disciplinato dalla presente legge, ai referendum consultivi si applica, in quanto compatibile, la normativa regionale vigente in materia di referendum consultivo ed il referendum è valido indipendentemente dal numero degli aventi diritto al voto che vi hanno partecipato. Ogni riferimento effettuato da tale normativa indistintamente a tutti i Comuni, organi ed uffici elettorali, deve intendersi riferito, ai fini della presente legge, ai soli Comuni, organi ed uffici effettivamente interessati alle consultazioni. 9 bis) Nell'ipotesi di istituzione di nuovo comune mediante scorporo di una porzione di territorio o distacco di frazione da un preesistente comune, il referendum consultivo è valido se alla votazione partecipa, distintamente, la maggioranza degli aventi diritto al voto sia del territorio oggetto di scorporo o distacco,sia del restante territorio del comune d'origine
• tale disposizione normativa, inserita senza alcuna ragione di urgenza e/o di necessità nel quadro della legge Finanziaria, modifica fortemente l’istituto del Referendum con due previsioni marcatamente irragionevoli:
- imponendo, nei casi di progetti di fusione, la validità del Referendum consultivo indipendentemente dal numero degli aventi diritto al voto che vi hanno partecipato, ledendo così le più elementari regole democratiche;
- riaffermando, viceversa, nelle ipotesi di scorporo, il principio per cui il referendum consultivo è valido se alla votazione partecipa, distintamente, la maggioranza degli aventi diritto al voto sia del territorio oggetto di scorporo o distacco, sia del restante territorio del comune d'origine
Impegna la Giunta a presentare
nel tempo più breve possibile, un progetto di Legge teso a modificare in modo organico e coerente l’intero complesso della L.r 24 /96 che necessità di un aggiornamento, anche normativo, a seguito dell’articolato dibattito in corso relativo ai nuovi assetti territoriali degli Enti locali, a partire dai processi di fusione;
in fase transitoria, un progetto di Legge preordinato ad abrogare il citato Art. 36 dalla Legge Finanziaria Regionale ovvero a modificarne e/o armonizzarne i contenuti in vista del raggiungimento degli obiettivi di una maggiore effettività democratica degli istituti partecipativi.
Silvia Noè – Presidente Gruppo UDC – Consiglio Regionale
- La tariffa di terminazione mobile è un meccanismo tramite il quale per ogni chiamata effettuata con un telefono mobile verso numeri di un operatore diverso dal proprio, o per ogni chiamata dal nostro telefono di casa a un cellulare, l’operatore di chi riceve la chiamata fa pagare al nostro operatore un pedaggio per la consegna della chiamata, e che questo costo va a pesare sulla bolletta di ogni famiglia; - questo meccanismo tariffario era stato introdotto per favorire i nuovi operatori che entravano sul mercato;
- oggi la penetrazione delle reti mobili ha raggiunto, in particolare in Italia, livelli elevatissimi e che non ha più senso mantenere alte tariffe di terminazione mobile; - la Commissione Europea, con una raccomandazione del 2009 ha chiesto agli stati membri di riportarle entro il 2012 ai costi reali effettivamente sostenuti da un operatore efficiente per effettuare la connessione ;
- questo “pedaggio di terminazione” fissato dall’AGCOM a 5,3 centesimi di Euro al minuto ( H3G è di 6,3 centesimi di Euro), ha un valore del 50% superiore alla media Europea ( a titolo di esempio, in Francia questo “ pedaggio “ è di soli 2 centesimi);
- a Maggio ’11 la stessa AGCOM ha proposto un nuovo percorso di riduzione che si completerà a regime nel 2015;
- la Commissione Europea con lettera del 23 Giugno 2011 ha formalmente richiamato l’AGCOM a ridurre le tariffe entro fine 2012 e non entro il 2015, ribadendo che le tariffe proposte sono troppo elevate, non orientate al costo e al di sopra della media europea;
- anche l’Antitrust con un parere inviato all’AGCOM a inizio Agosto 2011, ha evidenziato che i prezzi proposti per le nuove tariffe di terminazione sono ancora troppo alti Considerato che - l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, nel novembre 2011 in merito alle tariffe di terminazione ha ridefinito (a maggioranza) il pedaggio che gli operatori fissi devono pagare ai mobili per far “atterrare” le proprie chiamate sui cellulari, portando dagli attuali 5,3 centesimi al minuto per Tim, Vodafone e Wind e dai 6,3 cent per H3g con un percorso così articolato: 1) dal primo luglio 2012 le tariffe di terminazione mobile passeranno a 3,5 cent per H3g e a 2,5 cent per Tim, Vodafone e Wind. 2) Dal primo gennaio 2013 ad H3g saranno corrisposti 1,7 cent e agli altri 1,5 cent. 3) E infine dal primo luglio 2013 si passerà all’obiettivo voluto dall’Ue: 0,98 cent per tutti (ma l'Europa aveva chiesto di portare le tariffe a 0,98 cent già da gennaio 2012);
- le tariffe di terminazione mobile sono fonti di ricavi significativi, pari a circa 2,5 miliardi di euro, ed attendere il 2013, per ridurre questi costi di interconessione falserebbe la concorrenza dei nostri imprenditori italiani rispetto a quelli Europei relativamente al comparto TLC, infatti queste risorse attualmente vanno ad operatori che non investono in Italia in infrastrutture, vedi Larga banda / adsl, di cui il paese ha bisogno;
Impegna la Giunta a:
richiedere all’ AGCOM - Autorità Garante delle Telecomunicazioni- l’abbassamento della tariffe di terminazione mobile a tutela dei consumatori, come richiesto dall'Europa, a 0,98 cent già da gennaio 2012 allineando così l’Italia con le metodologie relative alla quantificazione dei costi e i tempi raccomandati dalla Commissione Europea ai sensi dell’articolo 19 della direttiva UE.
• Il Gruppo Editoriale proprietario dell’emittente “E’Tv” e del quotidiano “L’Informazione” , a causa della crisi aziendale, ha presentato un Piano di Ristrutturazione per il quale oltre la metà dei dipendenti perderebbe il posto di lavoro;
• Il Gruppo Editoriale in merito a detto piano ha incontrato le Organizzazioni Sindacali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, ASER,FNSI,COMITATI e FIDUCIARI di REDAZIONE e RSA , confermando un esubero di 14 dipendenti su 42 per l’emittente televisiva e di 22 su 44 per il giornale.
• Il Sindacato dei giornalisti ha respinto la disponibilità aziendale ad attivare la CIGS chiedendo il rinnovo per ulteriori 12 mesi del contratto di solidarietà trovandone l’opposizione dell’azienda e giungendo così alla rottura delle trattative;
• Che a seguito di tale rottura l’Azienda ha espresso la volontà di incontrare la Regione Emilia Romagna
• Ad attivarsi affinchè vengano salvaguardati gli attuali posti di lavoro e le professionalità da questi rappresentate ricorrendo a tutti gli strumenti utili affinchè importanti testate giornalistiche locali possano continuare a esprimere una informazione libera e plurale
Silvia Noè – Capogruppo UDC
Da lunedì 29 agosto a seguito della Legge 111 del 15 luglio 2011, sono stati introdotti in Emilia-Romagna i nuovi ticket sanitari su farmaci, visite ed esami specialistici; la Regione Emilia-Romagna con la delibera di Giunta 1190/2011, ha scelto di applicare un sistema di ticket differenziato in base alla fascia di reddito del nucleo familiare fiscale, ritenuto equo, rispetto a quanto previsto dal Governo (che prevedeva un ticket di 10 euro per ogni prescrizione e per tutti i cittadini senza considerare il reddito) ed ha confermato tutte le attuali esenzioni per chi è già esente dal pagamento del ticket; Considerato che
la Regione Emilia Romagna, applicando tali ticket, ha prodotto un’ulteriore iniquità che ha penalizzato le coppie coniugate ed i loro familiari a carico rispetto alle coppie conviventi;
su queste normative regionali, vi è stata una contestazione immediata da parte di forze politiche e sociali, che hanno ritenuto ingiusto il sistema adottato ed hanno chiesto di ispirarsi all’ISEE o ad altre forme di calcolo;
l’ISEE, oltre a non rappresentare in maniera adeguata il carico effettivo dei componenti il nucleo familiare, richiede assistenza e oneri per la sua compilazione
Preso atto che
la Regione Emilia Romagna recepita l’iniquità prodotta da questo sistema, si è resa disponibile ad accogliere proposte migliorative per il calcolo del ticket;
ad adottare, in sostituzione dell’attuale modalità di calcolo, il criterio denominato FATTORE FAMIGLIA che determina facilmente il “reddito familiare pesato” tramite il cumulo di tutti i redditi lordi dei componenti del nucleo rapportato a parametri che considerano il numero dei componenti il nucleo, la monogenitorialità, la vedovanza, l’invalidità ed eventuali altri parametri per meglio stimare il carico familiare.
Silvia Noè – Presidente Gruppo UDC
Viale Aldo Moro 50 40127 Bologna
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